Terra

Le terre di Monsanto si dividono in due tipologie.  Il versante nord è costituito da galestri , mentre quello sud da  galestri intervallati a tufi.

Il “galestro” è una pietra scistosa della famiglia delle Marne, un’argilla mescolata con carbonato di calce, la quale si divide spontaneamente in grandi cubi, poi  una volta affiorata si disfa alla vista del sole in tanti piccolissimi pezzi angolati (ghiaia galestrina) ed infine a contatto con l’acqua si scioglie diventando terra pura.  A Monsanto è presente in questa duplice forma, sia ghiaiosa in superficie che in blocchi in profondità. Lo strato superficiale particolarmente friabile e permeabile permette all’apparato radicale di andare molto in profondità, mentre il sottostrato in blocchi compatti consente il trattenimento dell’acqua anche nelle annate più siccitose. Questa tipologia di terreno contribuisce in larga misura a conferire al vino grande mineralità, complessità e longevità.  Non a caso il galestro  gode la fama di essere riconosciuto come il terreno più adatto alla coltivazione del Sangiovese.

Nel versante sud la presenza dei galestri è intervallata da una netta concentrazione di tufi. Ovvero da suoli dominanti di origine cretacica, tanto che nelle zone piantate a Chardonnay tutt’oggi riaffiora un passato pliocenico sottoforma di fossili, di sedimenti marini sabbiosi alternati a lische di argille composte. Questa tipologia di terreno conferisce ai vini di Monsanto maggiore vivacità e complessità olfattiva.